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Holidays in Emilia Romagna

Rimini
Pathways
Mountain Bike (4)
Road (13)
Facilities
Sleeping (18)
Food (0)
Services (0)
Weather
Temp: 9 C
Emilia Romagna > Rimini
Accomodation in Emilia Romagna
| Hotel | B&B | Food | Services | |
| Abruzzo | 6 | 6 | 0 | 0 |
| Basilicata | 1 | 3 | 0 | 0 |
| Calabria | 4 | 4 | 0 | 0 |
| Campania | 6 | 9 | 0 | 0 |
| Emilia Romagna | 42 | 48 | 0 | 0 |
| Friuli Venezia Giulia | 7 | 8 | 0 | 0 |
| Lazio | 9 | 10 | 0 | 0 |
| Liguria | 21 | 25 | 1 | 0 |
| Lombardy | 23 | 24 | 0 | 0 |
| Marche | 13 | 16 | 0 | 0 |
| Molise | 2 | 2 | 0 | 0 |
| Piedmont | 10 | 12 | 0 | 0 |
| Apulia | 18 | 22 | 0 | 0 |
| Sardinia | 17 | 23 | 0 | 0 |
| Sicily | 9 | 10 | 0 | 0 |
| Tuscany | 99 | 157 | 1 | 0 |
| Trentino Alto Adige Südtirol | 20 | 22 | 0 | 0 |
| Umbria | 13 | 13 | 0 | 0 |
| Aosta Valley | 1 | 2 | 0 | 0 |
| Veneto | 21 | 26 | 0 | 1 |
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Social
Tourism at Rimini
Bicycle pathways at Rimini
Pathway at Rimini Mountain Bike su Misto (35,1 Km)
Itinerario dalla riviera di Rimini all'entroterra,
verso le località Il Gobbo e Case Siracusa.
Pathway at Misano Adriatico Mountain Bike su Misto (35 Km)
Si parte dal mare e dalla storia dell'età romana e attraverso il fiume
Marecchia si scopre il favoloso entroterra della romagna lungo la strada
ciclabile, ben segnalata per la maggior parte dell'itinerario.
Si potranno fare numerose deviazioni per scoprire i luoghi di sicuro
interesse sia paesaggistico che storico-culturale: Madonna di Saiano,
Verrucchio San Leo, Torriana, Montebello, per citarne alcuni.
Si sconfina nelle Marche attraversando il fiume, ma il fiume e la sua
pista non finiscono nella scarna traccia che vi ho segnalato: a voi
scoprire il resto.
Quando accompagno i turisti stranieri in questi luoghi rimangono per
sempre con un pezzettino di Valmarecchia nel cuore; venite a
prenderne un pezzo: buona pedalata.
Pathway at Rimini Mountain Bike su Misto (34,1 Km)
Bel giro panoramico di media difficoltà.
Lasciare l'auto sulla strada Marecchiese al
bivio con la strada che sale al Miratoio.
Buona pedalata da Roberto "uomini duri" mtb
Rimini.
Pathway at Morciano di Romagna Mountain Bike su sterrato (30,9 Km)
Percorso ad anello che parte da Morciano di
Romagna, prestare attenzione ai tratti più
tecnici e pericolosi in discesa. E' importante
avere una adeguata preparazione fisica.
Pathway at Coriano Stradale su Misto (156 Km)
Si parte da Coriano, industriosa cittadina a pochi
chilometri da Rimini, circondata da dolci colline dalle
quali scende il torrente Marano. Superbo punto
panoramico sulla riviera Romagnola, la cittadina
presenta alcuni punti di interesse fra quali
sicuramente spiccano i resti del castello (a pochi
passi dal centro). Documentato fin dal XIV secolo,
ampliato e fortificato dai Malatesta, restano ampi
tratti della cinta muraria, la porta principale sulla
quale si può notare lo stemma dei Sassatelli di Imola
signori di Coriano dal 1528 al 1580, tratti di interni
e la grande neviera. Tornati sulla piazza principale si
svolti a sinistra verso Rimini e dopo poche centinaia
di metri giungiamo al teatro comunale, imponente
edificio porticato ben riconoscibile posto di fronte al
parco Don Michele Bertozzi. castello di Coriano Dalla
piazzetta a lato del teatro si accede al balcone
panoramico con statua in onore di San Sebastiano
patrono della città. Si esce dal centro in direzione
Rimini, e quasi al termine del paese occorre prendere
deviazione sulla sinistra seguendo le indicazioni per
Ospedaletto - Pedrolara - Montescudo. Superate
velocemente le frazioni di Pedrolara e Montetauro,
tenere la sinistra seguendo le indicazioni per
Montescudo. Trarivi Chiesa della Pace Si percorre ora
una bella strada di crinale che scorre fra ampie
coltivazioni di ulivi e vigneti, fino a raggiungere la
frazione di Trarivi, al termine della quale sulla
sinistra incontriamo la suggestiva chiesa della pace.
Antica pieve oggi diroccata, e divenuta luogo religioso
e storico dedicato alle vicende della II guerra
mondiale. Luogo di forte impatto ambientale ed emotivo,
con annesso museo dedicato alla linea Gotica.
Riprendiamo il viaggio e in circa 1 chilometro
giungiamo a Montescudo località già conosciuta in epoca
romana come stazione di cambio dei cavalli per la
posta. Il piccolo centro storico a cui si accede per
breve via acciottolata, è circondato da alte mura ben
conservate. Spicca alta la centrale torre dell'orologio
risalente al XIV secolo. Pochi passi per recarsi al
balcone panoramico, nei pressi della piazza principale,
ed ammirare un'antica ghiacciaia perfettamente
conservata. Montescudo Montecolombo Gemmano tratto di
Km 8 Lasciato Montescudo ci portiamo al vicinissimo
(neanche un chilometro) Montecolombo. Anche questo
piccolo centro, dotato di autonomia comunale da Papa
Pio VII, è tutt'oggi racchiuso da imponenti mura. Già
rocca Malatestiana, interessanti le ben conservate
porte di accesso, la torre e il grande bastione
circolare. Suggestivo il vicolo Malatesta dal quale si
accede ad un balcone con ampia vista sulla riviera.
Lasciato Montecolombo con direzione Rimini, all'altezza
della chiesa di San Martino prendiamo deviazione sulla
destra con indicazioni Taverna. Strada stretta e con
forte pendenza, percorsi circa cento metri si incontra
un piccolo agglomerato di case e sulla destra troviamo
una carrareccia con poco evidente indicazione
"lavatoio". Sono poche centinaia di metri da percorrere
assolutamente a piedi, fino a raggiungere
l'interessante manufatto documentato fin dal 1700,
edificato nei pressi della sorgente del Rio Calamino,
affluente del Conca. Oggetto di una recente
ristrutturazione, risulta sicuramente per la sua
struttura e per la sua collocazione un raro esempio di
antiche tradizioni recuperate. lavatoio del 1700
Riprendiamo il viaggio e raggiugiamo la vicina frazione
di Taverna, posta sul fondovalle, giunti
all'interserzione con la provinciale la seguiamo
svoltando a destra (verso monte), poche centinaia di
metri e sulla sinistra troviamo l'indicazione per
Onferno, che seguiamo. Oltrepassato il torrente Conca
la strada inizia a salire repentinamente con pendenze
notevoli fino a raggiungere in 2,5 chilometri un bivio,
a destra per Onferno, noi proseguiamo a sinistra
seguendo le indicazoni Gemmano. Segue un tratto di
circa 3 chilometri caratterizzato da ampi panorami
sulla valle dell'Onferno e, poco prima di giungere a
Gemmano si noti su un'altura al di là della vallata
l'imponente mole del castello di Montefiore Conca.
Gemmano nonostante conservi ancora parte della sua
cinta muraria, coinvolto in un'aspra battaglia nel
settembre del 1944 fu completamente distrutto, è quindi
un paese nel quale si ritrovano quasi esclusivamente
edifici moderni. La sua ottima posizione geografica, a
404 metri sul livello del mare, e gli ampi panorami
circostanti gli hanno valso l'appellativo di "balcone
dell'Adriatico". Gemmano Montefiore Conca tratto di Km
6,5 Lasciamo Gemmano seguendo le indicazioni Montefiore
Conca - Morciano. Una discesa di circa 2,5 chilometri e
in prossimità di una curva occorre prendere deviazione
a destra (fare attenzione per chi proviene da monte i
segnali stradali per Montefiore sono presenti solo
prima della deviazione e non sulla stessa). Segue un
breve tratto in discesa in mezzo a coltivi fino a
raggiungere un torrente, oltrepassato il quale inizia
la ripida salita che porta a Montefiore. Poco prima di
giungere in paese possibile deviazione sulla destra di
circa 700 metri per l'ameno santuario di Bonora, se ne
consiglia la visita. Al termine della salita di circa 3
chilometri giungiamo a Montefiore Conca, caratteristico
borgo fortificato sul quale domina la squadrata rocca
Malatestiana. porta Curina Si accede al centro storico
attraverso l'imponente porta Curina risalente al secolo
XIV-XV e sulla quale è possibile riconoscere lo stemma
della famiglia Piccolomini L'esatto anno di costruzione
della rocca non è noto, probabilmente eretta intorno al
1300 ad opera di Malatesta Guastafamiglia e
successivamente ampliata da Sigismondo Pandolfo
Malatesta che ne accentuò la struttura difensiva. Il
maschio è circondato da due gironi di mura,
oltrepassata la prima cinta muraria attraverso la
citata porta Curina si accede al borgo fortificato. Una
successiva serie di porte dà accesso alla struttura
difensiva che racchiude il castello. Di un certo
interesse oltre all'imponenza della costruzione ed alla
sua forma sicuramente particolare, il cortiletto
interno con al centro un pozzo decorato del 1300.
Insuperabili nelle giornate limpide i panorami che si
possono ammirare dalla sua sommità. Montefiore Conca
Saludecio Mondaino Montegridolfo tratto di Km 16
Lasciamo Montefiore seguendo le indicazioni Morciano,
dopo 6 chilometri prendere a destra per Saludecio che
si raggiunge in altri 6,5 chilometri. Grazioso centro
medioevale circondato da imponenti mura ben conservate,
vi si accede attraverso le uniche due porte esistenti,
porta Marina, rivolta verso l'Adriatico e Porta
Montanara rivolta verso l'Appennino, entrambe del
secolo XIV. Conserva intatta l'originaria struttura
urbanistica, incentrata su un'unica linea che congiunge
le due porte. Di notevole interesse la parrocchiale di
San Biagio, nei pressi di porta Marina, e la chiesa dei
Gerolimini nei pressi di porta Montanara. Numerosi i
palazzi storici che si affacciano sulla via principale,
mentre lungo le piccole stradine laterali diversi gli
edifici che presentano variopinti murales. Neanche un
chilometro separa Saludecio dal prossimo paese di
queste dolci colline, Mondaino. Altra potente rocca
Malatestiana risalente al XIV secolo, saldamente
poggiata su di un muro a scarpa, interessante inoltre
la possente porta di accesso al borgo (porta marina).
Entrando a Mondaino non può sfuggire la tipica
struttura semicircolare della porticata piazza
Maggiore, detta anche piazza della padella, opera
dell'architetto Francesco Cosci. Numerosi i palazzi
medioevali ed i pittoreschi scorci che si possono
trovare lungo le acciottolate stradine del centro
storico. Saludecio Per immergersi nella natura, a circa
un chilometro dal centro (ndicazioni in loco) merita
una visita l'alboreto, giardino botanico che si estende
per circa 9 ettari su di un colle a valle dell'abitato.
Inaugurato e aperto al pubblico nella primavera del
1990 raccoglie circa seimila piante con numerosi
cartellini esplicativi che riportano il nome e il
genere dell'albero o arbusto. Da non perdere
assolutamente la breve escursione fino a Montegridolfo
(poco più di un chilometro). Montegridolfo Posto a
cavaliere fra le valli del Conca e del Tavollo, sul
confine tra le regioni Romagna e Marche, il paese è
racchiuso dalle possenti mura recentemente restaurate e
l'accesso ancora oggi è possibile solo tramite l'antica
porta sormontata da torre. All'interno pittoresche
viuzze acciottolate si snodano fra antichi palazzi dal
colore caldo del mattone antico. Il castello
medioevale, in buone condizioni, ha conservato il suo
aspetto originario. Montegridolfo Tavoleto Valle
Avellana Mercatale Sassocorvaro tratto di Km 26
Ritorniamo ora velocemente verso Mondaino, e quasi al
termine del paese prendiamo deviazione segnalata sulla
sinistra con indicazioni Tavoleto. Percorsi circa 3,5
chilometri troviamo sulla destra la poco evidente
deviazione per Cerreto ( 1 chilometro). Antico borgo
rurale fortificato, posto al centro di campagne
scarsamente abitate, oggi praticamente abbandonato,
rinomato in tutta la valle del Conca in quanto
anticamente ritenuto il "paese degli sciocchi".
Riprendiamo l'itinerario principale e ben presto inizia
a stagliarsi su un crinale alla nostra destra la sagoma
della prossima meta - Tavoleto - che raggiungiamo
percorrendo altri 3,5 chilometri. In questa località
venivano tagliati i tronchi destinati principalmente
alla costruzione delle basiliche romane, e da questo
particolare probabilmente deriva il toponimo della
cittadina. Piccolo e simpatico borgo affacciato sulla
valle del Foglia, posto a 426 metri slm, non presenta
edifici di particolare rilievo, nè deve ingannare
l'imponente e relativamente recente castello posto al
centro del paese. L'antica rocca che vi si trovava,
opera di Francesco di Giorgio Martini, andò totalmente
distrutta nel 1865 e di essa si ritrovano solo parti
della cinta muraria. Da Tavoleto prendere deviazione
sulla sinistra (indicazioni per Auditore) posta pochi
metri dopo aver superato il castello, si prosegue su
strada che attraversa un'ampia vallata dolcemente
odulata, caratterizzata da ampi ed ordinati coltivi
inframezzati da modesti boschetti. Percorsi circa 4,3
chilometri prendere deviazione sulla destra con
indicazioni "valle Avellana - Mercatino Conca". Si
percorre un tratto di 1,5 chilometri su crinale con
ampi panorami sia a destra (verso l'Adiatico) che a
sinistra (verso l'Appennino) fino a giungere, in un
tratto rettilineo, alla deviazione sulla sinistra
(segnalazioni poco evidenti) per valle Avellana. Si
inizia a scendere questa amena valle interna
caratterizzata da scorci paesaggistici di notevole
impatto visivo. Interessante nella parte mediana la
parrocchiale di San Giorgio con tozzo campanile.
Complessivamente sono poco più di 5 chilometri per
giungere all'immissione con la Provinciale della valle
del Foglia che raggiungiamo alla frazione Celletta di
Valle Avellana. Valle Avellana Svoltiamo a destra
(vesro monte), e percorriamo la bella strada di
fondovalle che in 5 chilometri ci porta a Mercatale di
Sassocorvaro. Lago di Mercatale Questa piccola frazione
è edificata in sponda snistra del fiume Foglia, su uno
sperone che si protende sul piccolo ma pittoresco lago
omonimo formato da uno sbarramento artificiale posto a
valle dell'abitato. Consigliata una passeggiata lungo
le ordinate viuzze del centro, sulle quali si
affacciano interessanti palazzi, per poi ritornare
brevemente verso valle prendendo la deviazione sulla
destra ben segnalata che in circa 2 chilometri ci porta
a Sassocorvaro. Il paese che si stende su un lungo
sperone roccioso dominante la valle del Foglia, è
caraterizzato dalla tozza struttura della rocca
Ubaldinesca. Uno dei maggiori capolavori di Francesco
di Giorgio Martini, primo esempio di rocca concepita
per far fronte ad una nuova e potente arma, la
bombarda, la sua struttura si presenta con mura
perimetrali fortemente curvate, e la sua vista
d'ìnsieme ricorda vagamente una testuggine, animale al
quale sembra si sia ispirato il progettista. Questa
struttura presentò ben presto un grande difetto, la sua
difesa doveva essere affidata a numerosi uomini, per
questo motivo rimase uno dei pochissimi esemplari
costruiti con questa tecnica. Durante la seconda guerra
mondiale dette rifugio alle maggori opere d'arte
Italiane guadagnandosi l'appellativo di Arca dell'arte.
Sassocorvaro La visita prosegue lungo il borgo, di
forma allungata ed adagiato sul crinale, interessanti
gli edifici che si affacciano sulla via principale, e
la settecentesca chiesetta della SS Trinità, posta
verso la fine del paese in posizione leggermente
inferiore rispetto a piano stradale. Ottimi i panorami
sulla sottostante valle del Foglia e sul lago di
Mercatale. Sassocorvaro Macerata Feltria Mercato
Vecchio tratto di Km 11 Lasciato Sassocorvaro e
riguadagnato il fondovalle, procediamo verso monte e
superata la frazione di Mercatale prendiamo deviazione
sulla destra con indicazioni San Leo - Macerata
Feltria. Sono 5,5 chilometri di strada ben percorribile
che costenggiando il torrente Apsa, tributario del
Foglia, ci portano velocemente all'antica Pitinum
Pisaurense, oggi Macerata Feltria, posta a cavallo fra
le valli del Conca e del Foglia, città che per la sua
posizione strategica fu lungamente contesa fra i
Malatesta ed i Montefeltro. L'impianto urbanistico
risulta diviso in due parti distinte, la bassa chiamata
"Il Borgo" e l'alta, posta su un'altura e denominata
"Il Castello". Il nucleo più antico è la parte alta, e
si raggiunge percorrendo via Antimi e quindi Via
Garibaldi. Interessanti le porte cittadine, porta borgo
fuori del XIV secolo e porta di mezzo del XV secolo.
Macerata Feltria All'intero della mura notare
l'imponente palazzo Evangelisti e l'attigua chiesa di
San Giuseppe, e in posizione leggermente elevata il
Palazzo del Podestà oggi sede del museo civico. Non
meno interessante la parte bassa del paese, il Borgo,
nel quale possiamo notare il palazzo Antimi Clari e
l'elegante teatro Angelo Battelli del 1932 Terme di
Macerata Feltria Da non dimenticare infine che Macerata
è sede di un rinomato stabilimento termale: "Pitinum
Thermae". Dotato di acque sulfuree, vi si praticano
applicazioni curative, servizi di fitness e di estetica
integrati da incontri culturali e scientifici
sull'alimentazione e sulla prevenzione, sulle proprietà
e l'uso delle erbe montane. Lasciamo Macerata e
seguendo le indicazioni per Carpegna continuiamo a
risalire la valle dell'Apsa. Prima di giungere a
Mercato Vecchio (circa 6 chilometri da Macerata),
notiamo sulla destra, su uno sperone a picco sul
torrente, l'abbandonato nucleo di Sant'Arduino, del
quale risulta ben visibile la parrocchiale. Alla nostra
sinistra si inizia a intravedere il nucleo di
Pietrarubbia sormontato dalla torre del castello e la
vicina inconfondibile Pietrafagnana, caratteristica
cima (metri 892) stranamente modellata dagli eventi
atmosferici, raggiungibile velocemente dal castello di
Pietrarubbia seguendo il sentiero CAI 108. Mercato
Vecchio Pietrarubbia Carpegna tratto di Km 11,5 Mercato
Vecchio, borgo agricolo e industriale posto sul
fondovalle, è sede del comune di Pietrarubbia. Per
raggiungere l'antico nucleo di Pietrarubbia occorre
seguire deviazione sulla sinistra che si trova poco
prima di giungere a Mercato Vecchio. Sono 2,2
chilometri di strada di cui gli ultimi 600 metri non
asfaltata, che dal fondovalle ci portano ai 707 metri
del nucleo originario. Antico borgo oggi disabitato, ma
quasi completamente ristrutturato, posto sopra un
ammasso roccioso dal caratteristico colore rossiccio,
dal quale probabilmente deriva il toponimo del paese
Petra Rubea (pietra rossa). Pietrarubbia è sede del
centro T.A.M. (Trattamento Artistico dei Metalli) che
ogni anno organizza corsi di specializzazione e
perfezionamento per giovani. Pietrarubbia Passeggiare
per le viuzze di questo luogo sapientemente recuperato,
ammirando le opere realizzate dai corsisti disposte
lungo il borgo ed integrate con il paesaggio
circostante è sicuramente un'esperienza da ricordare
con piacere. Da notare inoltre la slanciata torre
campanaria e a poche centinaia di metri, in posizione
più alta, i resti del castello. Lasciamo Pietrarubbia e
riguadagnato il fondivalle svoltiamo verso sinistra,
direzione Carpegna senza ulteriori esitazioni.
Giungiamo ben presto alla frazione Ponte Capuccini, una
breve sosta per visitare il convento dei frati minori
Cappuccini, fondato nei primi del Millecinquecento sui
resti di un ricovero chiamato Lazzaretto, fu quasi
interamente ricostruito nel XVIII° secolo. La struttura
conventuale, pesantemente ristrutturata nel secondo
dopoguerra, mostra comunque ancora caratteristiche
particolarmente interessanti. Percorriamo altri cinque
chilometri e giunti nei pressi di Carpegna prendiamo
deviazione sulla sinistra con indicazioni Lunano -
Frontino. Pieve di Carpegna E' solo una breve
deviazione di neanche un chilometro per giungere
all'edificio ecclesiastico più antico di tutto il
Montefeltro - la Pieve di Carpegna. Di origini
antichissime, si ipotizza che la sua fondazione possa
risalire al X secolo. Ristrutturata sicuramente in
epoca romana (epigrafe del 1182). Ancora oggi in
perfette condizioni, grazie ai recenti restauri che
hanno rispettato le linee originali, merita senz'altro
la visita. Si ritorna sulla strada principale e in
circa 1,5 chilometri giungiamo finalmente a Carpegna.
Importante centro turistico e di villeggiatura estiva e
invernale, ai piedi del monte Carpegna (mt. 1415) e
sede del Parco regionale Sasso di Simone e Simoncello ,
punto di partenza di innumerevoli passeggiate in verdi
vallate e folti boschi. La località meriterebbe una
sosta di alcuni giorni, volendo però limitare la visita
a poche ore occorre almeno visitare il centro storico
sul quale si affaccia il Palazzo dei Principi,
progettato dall'architetto Giovan Antonio De Rossi nel
1675 per il cardinale Gaspare di Carpegna. Più che per
i palazzi però la località è giustamente famosa perchè
incastonata in un ambiente naturale che non ha nulla da
invidiare a ben più note località. Consigliamo
vivamente l'escursione alla località Cippo (mt. 1021).
Sono circa 2,5 Km dal paese, per asfaltata ben
segnalata, immerso nelle splendide foreste del Monte
Carpegna, punto panoramico di eccellenza sulla valle
del Conca. Dalla località transitano numerosi sentieri
fra cui il CAI 101 diretto alla cima del Monte
Carpegna. panorama dal Cippo di Carpegna Avendo tempo,
e volendosi fermare in zona, numerose sono le
attrattive di questa località, oltre alla fitta rete di
sentieri già accennata, alla possibile escursione ai
vicini Sasso Simone e Simoncello, a pochi chilometri
troviamo il ridente paese di Frontino, l'ameno convento
di Montefiorentino, l'eremo della Madonna del Faggio
(sul versante del monte Carpegna che guarda verso
Villagrande di Montecopiolo), e tantissime stradine
minori a volte sterrate, che conducono a punti
panoramici di tutto rispetto. Carpegna Passo Cantoniera
Pennabilli tratto di Km 11 Lasciamo Carpegna seguendo
le indicazioni per Pennabilli - Passo Cantoniera. La
strada, ampia e ben percorribile, inizia lentamente a
salire in mezzo a coltivi e radi boschetti, alla nostra
sinistra fin dalle prime curve si staglia
l'inconfondibile gruppo di Sasso Simone e Simoncello.
Ampio il panorama, imponente la dorsale del monte
Carpegna che rimane sulla nostra destra.
Complessivamente sono poco più di 4 chilometri e si
raggiunge un bivio, a sinistra per Miratoio e Sestino,
mentre proseguendo diritto siamo già al Passo mt. 1007.
Sul valico ampi prati, ristoranti, area campeggio,
possibilità nel periodo estivo di pernottamento.
Località molto frequentata sia nel periodo estivo che
invernale. Lasciato il passo la strada inizia
decisamente a scendere, restando a mezzacosta sulle
pendici del Carpegna. Si superano velocemente alcune
piccole valli trasversali, poi un ulteriore
restringimento della carreggiata ci porta ad un lungo
tratto completamente in costa da percorrere con
attenzione, sia per la modestia delle carreggiata, sia
per gli strapiombi laterali sulla sottostante valle del
torrente Messa, tributario del Marecchia. Molto ampio
il panorama sulla sottostante valle del Marecchia, ben
presto poco più sotto iniziano a stagliarsi i due
picchi adiacenti di Penna e Billi, con l'inconfondibile
grande croce di ferro eretta sui ruderi del castello
dei Billi. Raggiungiamo così il paese di Pennabilli
(mt. 629) a 7 chilometri dal passo. Pennabilli Ponte
Messa Petrella Guidi tratto di Km 11 Pennabilli,
cittadina nata dall'unione dei due antichi castelli
costruiti su due picchi adiacenti, Penna sul Roccione e
Billi sulla Rupe. I due castelli, anche per la loro
estrema vicinanza, furono rivali fino al 1350, quando
fu posta la pietra della pace sulla piazza del mercato
ai piedi delle due rupi. Si deve a questa epoca
l'unificazione dei castelli, e la nascita di un'unica
cittadina. Iniziamo la visita da Piazza Vittorio
Emanuele, la piazza di unione dei due castelli, nella
quale fu posta la "pietra della pace", probabilmente
nel luogo dove oggi c'è la fontana. Sullo sfondo
Palazzo della Ragione (secolo XV) antica sede del
Governo. Sull'altro lato l'imponente Cattedrale del XVI
secolo, con facciata in cotto rosso imolese risalente
al 1914. Pennabilli Accediano al nucleo storico dei
"Penna" attraverso la porta Carboni, sulla quale
possiamo notare lo stemma di Federico d'Urbino. Il
centro risulterà sicuramente una piacevole sorpresa per
le piccole e acciottolate viuzze che sapientemente
mantenute sanno infondere al visitatore tutto il
fascino medioevale di questo borgo. Numerosi i palazzi,
gli scorci e i particolari degni di interesse, si salga
poi al Guasto Malatestiano dove si ritrova un rudere
dell'antico castello, ed un piazzale panoramico dal
quale ben si può vedere l'antistante colle dei Billi
sormontato dalla grande croce in ferro, e in posizione
più bassa il monastero di clausura delle suore
Agostiniane, costruito nel secolo XVI sulle rovine del
Castello di Billi. A Pennabili nel mese di luglio viene
organizzata da oltre trent'anni una delle più
importanti e conosciute fiere nazionali
dell'antiquariato. Lasciamo il paese seguendo le
indicazioni per San Sepolcro ed in circa 3 chilometri
raggiungiamo il fondovalle (fiume Marecchia) alla
frazione Ponte Messa. Da non perdere la visita alla
monumentale Pieve Romanica di San Pietro in Messa,
edificio che risale al XII secolo. Da Ponte Messa
proseguiamo con direzione Rimini, e poche centinaia di
metri fuori dell'abitato prendiamo deviazione sulla
sinistra con segnalazioni Sant'Agata Feltria - Petrella
Guidi. Si inizia a risalire per strada stretta ma
asfaltata il Monte Benedetto fino a giungere in poco
più di 4 chilometri al borgo di Petrella Guidi
(frazione di Sant'Agata). Borgo fortificato che si erge
su uno sperone roccioso a picco sulla valmarecchia,
ancora racchiuso dall'antica cinta muraria, è giunto a
noi quasi intatto. Molto suggestiva la porta d'ingresso
dalla quale si accede al nucleo centrale dove troviamo
alcune abitazioni private, una chiesa ed una torre
attualmente (2004) in ristrutturazione. Petrella Guidi
In parte stabilmente abitato, la maggior parte degli
edifici è stata ristrutturata mantenendo lo stile
architettonico originario. Per la sua particolarità, e
soprattutto per "l'aria antica" che ancora qui si
respira, la visita è caldamente consigliata. Petrella
Guidi Novafeltria Verucchio Rimini tratto di Km 41 Non
ci resta ora che ritornare sulla Marecchiese, che
possiamo seguire con direzione Rimini raggiungendo
velocemente Novafeltria e Verucchio (per la cui
descrizioe si rimanda all'initerario Rubicone Uso e
Marecchia - Sulle orme dei Malatesta ed infine Rimini.
Pathway at Misano Adriatico Stradale su Stradale (99 Km)
Percorso che si può suddividere in due giorni da Misano
Adriatico a Gubbio
Pathway at Riccione Stradale su Stradale (97,3 Km)
Itinerario ad anello da Riccione che sconfina
nelle Marche, passando per Pesaro e Mombaroccio.
Pathway at Riccione Stradale su Stradale (95,7 Km)
Itinerario ad anello sui monti tra Romagna e
Marche da Riccione a Urbino e Tavullia.
Pathway at Misano Adriatico Stradale su Stradale (85,4 Km)
Percoso piano con una salita finale
Pathway at Riccione Stradale su Stradale (7,2 Km)
Percorso sul lungomare di Riccione. La
distanza percorsa s'intende andata e ritorno.
Pathway at Rimini Stradale su Stradale (58,44 Km)
Percorso ad anello con partenza da San
Giuliano a Mare, quasi totalmente
pianeggiante, non presenta particolari
difficoltà se non la distanza da percorrere.
Pathway at Riccione Stradale su Stradale (47 Km)
Percorso da Riccione a Bellaria.
Pathway at Morciano di Romagna Stradale su Stradale (42.7 Km)
percorso in montagna
Pathway at Morciano di Romagna Stradale su Stradale (29.6 Km)
percorso in collina
Pathway at Rimini Stradale su Stradale (14,9 Km)
Percorso semplice, con partenza da San
Giuliano a Mare, itinerario ad anello
pianeggiante, per tutti.
Pathway at Cattolica Stradale su Stradale (128,3 Km)
Escursione anello da Cattolica a Pesaro, Fano
e Urbino.
Pathway at Riccione Stradale su Stradale (108 Km)
Itinerario da Riccione a San Marino

















